Campo Nazionale

1° Campo Nazionale

19/24 Agosto 2011-Pracatinat [TO]

Summer Skill:
Un campo …f – estivo; opportuno per i giovani Arci
Prà Catinat, Torino

Giovani dai 18 ai 35 anni hanno avuto l’opportunità di partecipare ad un’occasione di confronto, conoscenza e scambio mediante laboratori interattivi che si sono sviluppati dal 19 al 24 agosto. Condivisione e creatività: un percorso grazie al quale i giovani che vi hanno partecipato sono andati alla scoperta delle radici dell’associazione per riflettere sui valori fondanti e apportare nuova linfa. Vogliamo qui sottolineare il contributo offerto dalla Testata giovani nella figura di Uda e di Laterza (che hanno partecipato fisicamente alle giornate del campo) e di altri compagni/e che della testata fanno parte.

Il campo è stato realizzato grazie al contributo concreto del Comitato di Torino (al quale va un particolare ringraziamento da parte del gruppo organizzativo) e l’impegno di alcuni dirigenti giovani e non giovani del comitato torinese e Regionale: Giovanni Limone, da un lato, ha seguito e sostenuto il gruppo dei giovani dell’ArciLife e del circolo Margot nell’elaborazione del progetto; dall’altro ha operato sia nell’ambito della Testata giovani nazionale sia a livello di comitato torinese e regionale affinché l’iniziativa potesse avere il sostegno adeguato per poter essere realizzata. Daniele Mandarano, uno dei più giovani dirigenti dell’Arci locale e non solo, che ha lavorato duramente per arrivare alla costruzione di un buon progetto e per coagulare le energie dei suoi giovani compagni di strada Carmagnolesi i quali hanno dato un contributo enorme alla buona riuscita del campo. Gli obiettivi di questo primo campo nazionale erano molteplici: 1) occorreva ripetere e migliorare l’esperienza pilota compiuta nel 2009 dalla sola associazione Arcilife (rivolta in quell’occasione al proprio bacino territoriale) ; 2) verificare il grado di interesse da parte dei giovani verso le tematiche dell’associazionismo e verso i valori fondanti dell’Arci; 3) riannodare la propria storia e il proprio vissuto, la propria visione della vita alle visioni e i vissuti che hanno determinato la nascita e la crescita della nostra associazione. L’esperienza nata grazie anche all’impegno del presidente Parigini è stata, come pensavamo sin dall’inizio, un luogo di scambio e apprendimento informale; ha sollecitato i giovani che vi hanno preso parte a considerare questo, un primo passo verso la ricostruzione di un’idea di partecipazione diversa da quella che considera l’impegno e il volontariato in campo culturale e sociale un lavoro come un altro, scoprendo o riscoprendo il senso di parole e concetti spogliati da tempo del loro significato profondo. Infine il campo si è configurato come spazio fisico e mentale nel quale provare a ristabilire una connessione tra passato e presente, tra motivazioni originarie e necessità di creare nuove forme di identità e solidarietà. Sono stati circa 100 i giovani che hanno affollato i gruppi di lavoro, una decina i volontari adulti coinvolti che hanno dato il loro contributo teorico o pratico per animare alcuni dei momenti di laboratorio,Gianni Vattimo, Cesare Alvazzi (vecchio ed energico partigiano), Crana (con la radio web), Manuali, Giordano, Limone, Mastrogiacomo.Svariati ospiti che hanno contribuito ad immettere altri punti di vista per sollecitare la riflessione, come i giovani della radio web del Cinema Vekkio, quelli di Onda Urbana e di Sassuolo o i referenti della rete Recosol. Importante anche il tempo dedicato allo svago e alle attività ricreative e aggregative che hanno rafforzato il senso di appartenenza e l’idea di una potenzialità tutta da manifestare.
Protagonisti assoluti del campo sono stati i giovani che hanno prodotto, un notevole corpus di proposte e visioni (in via di rielaborazione) che saranno oggetto di un report più approfondito e presto disponibile
Sul sito del comitato di Torino sono presenti alcuni reportage e video sui momenti di attività che hanno avuto luogo a Prà Catinat, realizzati da Silvia e Hermann (giovani in servizio civile al comitato di Torino).

Entrando nel merito delle questioni metodologiche e operative il campo è stato organizzato tenendo conto anche dei suggerimenti di Franco Uda e altri componenti della testata giovani, e di quelli di dirigenti locali e nazionali, che hanno sostenuto con convinzione la realizzazione del progetto offrendo un contributo alla determinazione delle modalità attraverso le quali operare relativamente alle tematiche indicate dal gruppo giovani del comitato torinese. Un contributo particolare è stato offerto da Aldo Manuali e Giorgio Crana che ringraziamo.

Le tematiche proposte hanno dato vita ad un confronto estremamente vivace e partecipato, dal quale sono emerse visioni e proposte di sicuro interesse. Vogliamo con il presente documento rendere partecipi sia i comitati locali, sia il comitato Nazionale, affinché l’impegno dei giovani e le proposte che questi ultimi hanno prodotto stimolino i dirigenti nazionali ad avviare un percorso che conduca alla creazione di iniziative nelle quali ampio spazio sia offerto alle giovani leve della nostra associazione, affinché possano esprimere la propria creatività e la propria visione, relativamente al loro modo di intendere la partecipazione al mondo associativo dell’Arci.

Come abbiamo lavorato a Prà Catinat:

La giornata è stata suddivisa dedicando tempo a vari momenti secondo un modello operativo estremamente rodato: una parte di lavoro nel quale si assisteva alla testimonianza portata da singoli dalla quale si originava la riflessione sul tema dato sia nei gruppi sia nei laboratori teorici e o pratici, una parte, infine, dedicata allo svago e alle attività ricreative.

Nota metodologica:
La funzione di “facilitatori” dei momenti di confronto, nei laboratori e nelle sessioni di lavoro in gruppo sono state affidate ad alcuni dei giovani partecipanti, i quali hanno sperimentato per la prima volta tale ruolo. Il loro lavoro è stato discretamente supportato da alcuni dirigenti Arci, che hanno messo gentilmente a disposizione la loro esperienza professionale. Nessuno dei cosiddetti “esperti” o dei dirigenti presenti ha ricevuto compensi di sorta per il proprio contributo.

Conclusioni:
Tanti sono stati i punti di riflessione emersi dai lavori del campo, abbiamo chiesto ai ragazzi di analizzare le criticità più pesanti presenti nella nostra associazione. Di seguito riportiamo grossolanamente le più ricorrenti e dibattute:

Distanza tra base e dirigenza: le basi associative sono troppo sganciate dalla politica portata avanti dai comitati territoriali e dalla presidenza nazionale.
Assenza di rete tra circoli e associazioni: il campo è stata anche un’occasione di incontro per molte realtà Arci. Ci si è chiesti perché non venga naturale il confronto quotidiano anche solo a livello giovanile.
Momenti di formazione: si è chiesta a gran voce una maggiore attenzione verso il percorso formativo dei giovani dirigenti o più semplicemente della militanza giovanile. E’ importante creare momenti che, come il campo, possano aumentare la riflessione all’interno della associazione stessa.
Iniziative unitarie: non ci sono grossi momenti di mobilitazione unitaria di tutta la associazione.
Strumenti di comunicazione: spesso le informazioni non arrivano alla base, forse anche perché usiamo dei mezzi di comunicazione troppo datati o comunque non al passo con i tempi.
Pregiudizi e false credenze: è stata notata una grossa difficoltà di valutazione della nostra associazione. Troppe sono le persone (soprattutto i giovani) che equiparano i nostri circoli a semplici birrerie.

Alla fine del percorso è stato chiesto ai partecipanti di elaborare 5 proposte da fare arrivare alla dirigenza nazionale e ai comitati territoriali:

Rete internet / informazione: occorre riconsiderare la nostra attuale rete internet e trovare spazi di comunicazione per realtà giovanili. Si propone dunque di inserire un blog in ogni sito dei comitati Arci in cui i giovani possano più facilmente trovarsi e far circuitare proposte.
Week-end in preparazione al campo: il campo del prossimo anno potrebbe passare anche per una diversa condivisione delle tematiche. In quest’ottica sarebbe importante organizzare una due giorni per permettere ai giovani provenienti dai diversi comitati di discutere gli argomenti che poi verranno trattati al campo nazionale.
Consulta giovanile: per reagire alle difficoltà di coordinamento delle nostre basi territoriali si potrebbero istituire delle consulte giovanili a livello provinciale e regionale in modo da portare nuova linfa al dibattito in testata nazionale.
Formazione: per aumentare il senso di appartenenza e la condivisione dei valori fondamentali che la nostra associazione ha nelle nuove generazioni bisogna organizzare una formazione permanente a 3 livelli: per i giovani dirigenti, per i giovani soci, per i giovani esterni che vogliono essere coinvolti.
Rilancio del 21 giugno: per dare spazio a mobilitazioni unitarie si è pensato di partire dall’esistente. Si propone quindi di rilanciare la “festa della musica” in chiave giovanile chiedendo ai comitati regionali di organizzare un concerto nella propria regione il 21 giugno avvalendosi della collaborazione dei comitati provinciali, dei circoli e delle associazioni.

Per il Comitato Torinese
Giovanni Limone
Daniele Mandarano

2° Campo Nazionale

24/29 Agosto 2012-Certosa del Gruppo Abele di Avigliana [TO]

Dal 24 al 29 agosto, presso la Certosa del Gruppo Abele di Avigliana (TO) in Val di Susa, si è svolta la seconda edizione del campo nazionale giovanile dell’Arci. Obiettivo principale era quello di mettere in relazione le tante realtà giovanili che, sempre di più, trovano nella nostra associazione un punto di riferimento culturale, sociale e politico. Alla luce della buona riuscita dell’edizione 2011, anche il programma delle giornate e l’elaborazione delle attività di quest’anno sono stati impostati a partire dal coinvolgimento di quelle realtà che già nel 2011 avevano aderito. Così facendo l’iniziativa ha potuto configurarsi, sin da subito, come un progetto condiviso.
Nato da un’idea del comitato di Torino e del Circolo Arci Margot di Carmagnola, il campo sta consolidando la sua importanza come punto di riferimento formativo dell’associazione; l’impegno di Arci Piemonte, il sostegno e l’interesse dimostrati dal gruppo di lavoro nazionale sulle Politiche Giovanili (che ha inserito l’iniziativa all’interno del suo programma annuale), ne sono la concreta dimostrazione.

I 110 ragazzi che nelle varie giornate hanno partecipato al campo sono stati chiamati a riflettere sull’associazione a partire dal suo acronimo. Il tempo è stato scandito da attività di gruppo (pratiche, tecniche e teorie) e momenti dedicati alla riflessione e al confronto su temi che originano dalla rilettura creativa e critica dell’acronimo stesso, con la finalità di ritrovare le nostre radici fondanti e restituire ai giovani la possibilità di ripensare la ‘propria Arci’ anche a partire dall’esperienza di chi l’ha fatta crescere.

Nella giornata dedicata alla lettera ‘A’ i ragazzi sono stati invitati a riflettere sull’Associazionismo e sul ruolo che oggi riveste nel nostro paese. Al mattino si è svolta una tavola rotonda con i rappresentanti della ‘Zona Franka’ di Bari, del Labuan di Roma e dell’ASU di Padova. I relatori, a partire dalle proprie esperienze, si sono interrogati sulla possibilità di fare rete tra le diverse realtà e sulle difficoltà quotidiane che ognuna di esse incontra sul proprio territorio. Nel pomeriggio è stato il turno di 3 giovani dirigenti dell’Arci: Valentina Laterza (Arci Milano), Fiore Zaniboni (Arci Bologna) e Riccardo Montanino (Sputnik Tom di Bologna), che si sono confrontati con i ragazzi sul ruolo che la nostra associazione deve continuare ad avere nel fare quotidiano.

Il giorno seguente si è parlato di Ricreatività; al mattino i ragazzi hanno potuto assistere alla testimonianza di Dario Cucco che, come fondatore dell’associazione Arci ‘Il Muretto’, ha saputo fare della ricreatività uno strumento per operare in maniera virtuosa sul difficile tessuto sociale del quartiere Vallette di Torino. Nel pomeriggio, grazie alla collaborazione con la compagnia teatrale ‘Interezza’, i partecipanti hanno potuto cimentarsi in un laboratorio teatrale a partire dagli stimoli emersi durante la prima giornata di lavoro.

Ben più fitta è stata invece la giornata dedicata alla Cultura in cui, a partire dalle esperienze di tre circoli situati in territori culturalmente e politicamente ‘ostili’ (Cinema Vekkio e Ratatoj in provincia di Cuneo e Casa del Popolo ad Asti), si è parlato delle modalità con le quali essi affrontano, promuovono e diffondono tematiche culturali ‘alternative’. Ha fatto da cornice la musica indipendente come percorso culturale e polo di protagonismo giovanile creativo e aggregativo.
La giornata è stata divisa in due: la mattinata è cominciata con la testimonianza di Sandro Giorello (caporedattore del web magazine Rockit) che ha raccontato i suoi ‘esordi’ da programmatore musicale al Cinema Vekkio; di seguito si è svolto il laboratorio sul tema delle webradio.
Al pomeriggio la testimonianza di Tommaso Cerasuolo e Gigi Giancursi del gruppo musicale Perturbazione ha fornito gli elementi per il lavoro a gruppi che ha ‘prodotto’ l’intervista finale ai musicisti. In chiusura i Perturbazione ci hanno regalato un emozionante showcase.

Essere italiani è stato, infine, il tema-guida della giornata dedicata alla ‘I’. Il Lavoro è stato incentrato sul confronto e sulla riflessione in gruppi di lavoro a partire dagli interventi di Don Luigi Ciotti e Mina Welby, quali stimoli di discussione rispettivamente sui temi della legalità e della laicità.
La scelta di queste tematiche è stata necessariamente supportata dall’utilizzo di una specifica metodologia finalizzata a favorire una efficace e stimolante discussione in gruppo. Il tempo e lo spazio sono stati scanditi tra il lavoro in plenaria, durante il quale i ragazzi hanno potuto ascoltare le testimonianze degli ospiti, ed il lavoro in sottogruppi, che aveva l’obiettivo di permettere a tutti i ragazzi di esprimersi.
Lo strumento di lavoro comune è stato una griglia di riflessione che declinava i temi della giornata su tre livelli: Me (cosa ne traggo per me, livello individuale), Noi (quali proposte per il ‘fare insieme’ nell’associazione) e Tutti (proposte per il Paese); in aggiunta i ragazzi dovevano cimentarsi in 140 caratteri (un ‘tweet’) con un suggestione o un pensiero o una citazione. La plenaria conclusiva ha fatto emergere le molte sfaccettature della ricca discussione.

Il campo è stato concluso da un bello scambio fra i ragazzi, che hanno portato i punti salienti emersi durante le giornate di lavoro, il presidente nazionale Arci Paolo Beni e il coordinatore del GDL Giovani Franco Uda.